L’anno del Signore 1866, il 9 del mese di settembre, è stato presentato alla Chiesa un fanciullo nato il 13 del mese di agosto alle ore otto pomeridiane, figlio del vivente Agnelli Edoardo del fu Giuseppe Francesco, nativo di Torino, e della vivente Frisetti Aniceta, del vivente Frisetti Giovanni, nativa di Torino, coniugi Agnelli, domiciliati in Torino, cui si amministrò il Battesimo dal sacerdote Bonansea Giuseppe in casa e le cerimonie si supplirono da Monsignor Lorenzo Rinaldi [vescovo di Pinerolo] in Chiesa e si imposero i nomi di Giovanni Francesco Luigi Edoardo Aniceto Lorenzo. Padrino Frisetti Giovanni del fu Lorenzo di Torino e madrina Frisetti Anna nata Lavista del fu Giuseppe di Torino.

Archivio della parrocchia di Villar Perosa

 

Giovanni Agnelli all’età di un anno, 1867; Villa Agnelli a Villar Perosa.

 

Poco dopo la partenza erano in quest’ordine: Gatti e Cattaneo, Agnelli e Mazza, tutti a breve distanza l’uno dall’altro. Quindi Agnelli si portò avanti presso a Gatti e il vederli vicino richiamava alla mente il proverbio: “Gli estremi si toccano”, il primo altissimo di statura e il secondo piccolino, l’uno montato su un biciclo di 1,47 e l’altro di 1,18 e, considerata la differenza grandissima della macchina, per il quale il signor Gatti ad ogni colpo di pedale perdeva dall’avversario oltre 75 centimetri di spazio, egli dimostrò un’ammirabile energia e resistenza. Poco dopo, Mazza, che già nella corsa precedente si era dimostrato un buon corridore, con una rapida voltata si portò innanzi, seguito a breve distanza da Agnelli, il quale sembrava lo pedinasse. Gatti al secondo giro discese lasciando gli altri nell’ordine che abbiamo detto: Mazza e Agnelli vicinissimi, e a qualche distanza Cattaneo. Siamo quasi all’ultimo giro. Agnelli fa la mossa da tutti prevista, si piega sul manubrio, spinge e si porta primo, sorpassando Mazza. In questo istante ci fu in tutti un momento di trepidazione, perché, a causa del difetto di cui abbiamo indicato nella pista, il suo velocipede ricevette una forte scossa, ma seppe mantenersi in sella. Mazza, buon corridore, gli disputa i millimetri, i due bicicli in qualche momento sembrano attaccati, solo al traguardo si può precisare chi precede, ed è Agnelli con 9 minuti e 20 secondi, Mazza non gli era dietro che di 25 centesimi. Poco dopo arrivò alla meta il signor Cattaneo.

“La Rivista Velocipedistica”, 1° agosto 1884

 

Giovanni Agnelli sostiene Vincenzo Barretta alla partenza della corsa Torino-Alba; Giovanni Agnelli a Villar Perosa.

 

 

 

Giovanni Agnelli con due commilitoni.

 

Stato di servizio del Regio Esercito.